Chi sono

Mi chiamo Giulia Scandolara e sono un Operatore della relazione d’aiuto.

A Luglio 2019, per caso, quel caso che abbiamo capito non esistere, ho incontrato le terre mutate dal sisma. Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio. Per circa un mese ho raccolto le testimonianze e gli sguardi degli abitanti di Norcia, Piedilama, Amatrice, Accumoli.

In queste terre, in Umbria specialmente, si dice che il terremoto “lo prendi“, neanche fosse una malattia. Dopo quel mese, passato a vedere anziani nelle Sae (le soluzioni abitative di emergenza), trascorso a tentare di comprendere come mai – come mai?- il Centro Italia sia ancora tutto una maceria, mi sono chiesta se il terremoto l’avrei infine preso anch’io. Preso, però, come un compito di chiarezza, bellezza, raccolta di verità.

L’ho preso con me per scrivere, non fare omertà. L’ho preso come atto dovuto e civile. Per i diritti di tutti, per i miei, per non fare omissione di soccorso.

In Italia non ci sono guerre ma molti silenzi. Uno di questi è quello, gravissimo, calato sulle aree del sisma- Questo: e quelli precedenti?

Come si riparte dopo che un terremoto ha distrutto tutto? Ha dilaniato tessuto sociale, divelto case, sbriciolato speranze di lavoro? Forse nemmeno lo stato e la sanità lo sanno. In fondo sarebbe opportuno non fingere di avere le risposte per tutto, ma sedersi e ragionare. pensarla davvero, un’Italia che riparte nel lungo periodo.

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