CAMERINO INSEGNA

Non tutti sono contenti  del Sottocorte Village, a Camerino. È una “sottospecie” di Centro commerciale. Fossimo nell’hinterland milanese ok, anche se ok si fa sempre per dire. Di certo molti meno storcerebbero il naso, nella regione del consumismo. Qui però siamo in un piccolo paese dove la centralità di Tribunale e Università ha insegnato alle persone a ricamare il proprio paese con pensieri nobili.

A Camerino per fortuna l’Università c’è ancora, nonostante il paese sia tutto zona rossa. C’è Matematica, Informatica, ci sono i Laboratori di galenica. Non poteva mancare Giurisprudenza ma anche Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Scienze del Farmaco e Prodotti della Salute. Abbiamo finito?No.

Scienze e Tecnologie e ancora – non poteva mancare – Geologia. Camerino fa circa 7000 abitanti ed è un fiore all’occhiello dell’intelleggere la vita.

Per fortuna, perché nella tragedia di un terremoto che è peggio de  “La Storia Infinita”  – ma senza nessun Atreiu pronto a salvare i terremotati dal buio che avanza – Camerino rappresenta una possibilità di salvezza.

Da pochi giorni Carlo Pettinari, rettore dell’Università, ha inaugurato una nuova sede dell’Istituto dell’INGV. Sarà dunque possibile fare ricerca e prevenzione, creare conoscenza sui terremoti, in un paese che è sismico quasi da capo a piedi. Sì, perchè sta per nascere un polo interdisciplinare votato alla prevenzione sul terremoto, al “costruire bene per tutelarsi.”

Finora – nonostante i terremoti siano presenti in Centro Italia ogni circa 20 anni – nessuno aveva pensato alla costituzione di un polo di prevenzione. È una cosa da pazzi: lo è senza molti giri di parole. Immagina se la sanità, per 40 anni, si fosse rifiutata di fare diagnosi e prevenzione dei tumori.

In Italia di Terremoto si muore e come! Il terremoto è anche peggio di un tumore perché torna sempre, anche dopo molti anni.  Alcuni da “un brutto male” guariscono e non ne sentono più parlare. I terremotati invece hanno da stare sempre in allerta, sotto prevenzione e controllo.

Emanuele Tondi, professore di Geologia e responsabile dell’attuazione dei programmi della nuova sede INGV è il garante del progetto di prevenzione a Unicam.

Durante una lunga chiacchierata di due ore mi spiega il valore di questo nuovo sguardo alle terre del sisma. Mi racconta di quando era Sindaco di Camporotondo.

Al 24 Agosto la Protezione Civile ha risposto bene all’emergenza, ma con le scosse del 26 e del 30 Ottobre è successo un disastro. Non è mai capitato di sfollare 40.000 persone in una regione. Nessuno era preparato.

Fino ad oggi la Protezione Civile non ha mai stilato un piano d’azione per rispondere a eventi sismici di questa pericolosità. Se il terremoto dovesse tornare – e tornerà – ancora oggi è completamente assente un piano intervento organizzato e messa in sicurezza della popolazione.

Mi stai dicendo che può tornare un terremoto della stessa portata del 2016?” Emanuele mi guarda come gli stessi chiedendo se la terra è tonda. Il giorno dopo trovo su YouTube alcune sue interviste, una è quella per Radio Linea TV

Emanuele  mi spiega come l’INGV abbia già preventivato la possibilità di prossime forte scosse. L’unico dato mancante è quando questo accadrà.

In una zona ad alta pericolosità sismica – dato irreversibile – non solo è fondamentale fare prevenzione, ma è necessario imparare a costruire bene per tempo, senza inoltre impoverire il tessuto sociale e la popolazione locale che ha deciso di restare e continua a vivere nelle terre sismiche.

Parte del progetto interdisciplinare guidato da Emanuele Tondi – e che vede coinvolto anche il Gran Sasso Science Institute e l’Istituto di Fisica Nucleare – punta a riportare le infrastrutture e i servizi nelle zone  del sisma.

“Prevenire è meglio che curare” sembra un vecchio slogan fuori moda solo in Italia, un paese dove gli sciocchi aumentano e gli intelligenti fanno straordinari invisibili.

Lascio Emanuele con una certezza. Il terremoto ritornerà, ma questa volta sono inarrivo anche formazione e dottorati in aiuto al tema.

 La Protezione Civile potrà inoltre imparare a pianificare al meglio, costituendo programmi organizzati.  Lo Stato e la Sanità possono contenere la catastrofe, imparare a dare risposte più abili al terremoto. Devono. Tutto questo avrebbe già dovuto essere realtà.

Ad Amatrice, prima del 2016, era stato suggerito al Comune di fare interventi preventivi alle strutture. Sono morte oltre 200 persone e poteva essere evitato cintando le case con cavi, rafforzandole con reti metalliche. Perché un Comune si permette di trascurare la prevenzione sismica?

Oggi nasce a Camerino la possibilità di costruire una coscienza antisismica, opportunità  e dovere  finora ampiamente trascurati dallo Stato italiano.

Giulia Scandolara

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