LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI

Di seguito riporto alcuni dettagli in relazione alla VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI PERPETUATA PER TRE ANNI E PIÚ NEL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA. Queste violazioni, lo ricordo solo perché il tema è profondamente invisibile, NON SONO STATE CAUSATE DAL TERREMOTO.

Dalla Dichiarazione Internazionale dei diritti umani

«Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;  Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione;» (testo originale della Dichiarazione)

l’Assemblea Generale proclama:

«Articolo 3:Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.» …

«Articolo 12: Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni»

Va specificato che, se è vero che il terremoto ha distrutto le case, il governo italiano non le ha ancora ad oggi ricostruite e non ha garantito una casa dignitosa a molti dei propri cittadini. Passare 3 anni in una Sae o in albergo, ingannati da suon di promesse non mantenute – promesse di ricostruzione e ripartenza del territorio – è a tutti gli effetti un’interferenza nella vita privata, famigliare e domestica, una lesione all’onore della vita.

«Articolo 22: Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.»

Con il terremoto, non solo a causa del sisma stesso ma per l’ignavia dei governi, sono mancati e continuano a mancare  la sicurezza sociale, la tutela dei diritti economici, sociali e culturali che danno dignità allo sviluppo umano. Basta pensare alle scuole di Norcia che – ancora nell’Ottobre 2019 – sono delocalizzate in container tutt’altro che  opportuni. Come già detto gli alunni sono costretti a fare lezione a rotazione per la mancanza di spazio nelle aule. La situazione viene affrontata concretamente solo da un mese.

«Articolo 23: 1.Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.» Di quale protezione contro la disoccupazione possiamo parlare, nelle terre del sisma? È vero, i governi che si sono succeduti dal 2016 ad oggi hanno somministrato agevolazioni a chi ha delocalizzato la propria attività restando nelle zone del terremoto. In realtà è però un’agevolazione slegata e vagante dal resto del sistema. A che serve dare una casetta in legno dove ripartire con il proprio lavoro, se attorno è tutto maceria e distruzione, se  non vi sono servizi in supporto alla rete sociale e alle persone? Come gira l’economia se il suddetto negozio è una cattedrale nel deserto? Non ha senso per nessuno, né per il cittadino né per il governo.

A Norcia (ma anche a Visso, Accumoli, Amatrice, Fonte del Campo) molte attività sono ripartite, ma i negozi sono ancora di fronte ai cumuli di distruzione. I negozi servono agli abitanti rimasti, ma la situazione è quella di un’economia «a bolla di sapone»: fragile e temporanea. «Hanno fatto una scarpa e una ciabatta» dice qualcuno, ed è così. Le attività e gli investimenti che lo stato ha erogato a chi è rimasto si perdono senza connessione in un mare di  tubi di ferro, cemento divelto, pavimenti a cielo aperto. Questa è di nuovo l’economia del male, vale a dire la banalizzazione del bene.

«Articolo 25: 1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà»

La vita in una casa di poliuretano espanso non è propriamente nota per le sue proprietà di salutogenese. Le garanzie in termini di benessere lasciano fortemente a desiderare da troppo tempo.

Come dice Damiano, intervistato a Norcia a Luglio 2019 – Damiano ha una norcineria in una casetta di legno – «il terremoto non è la colpa di nessuno» ma l’ignavia sì. Una casa che crolla è un certo tipo di danno, imputabile ad una catastrofe naturale.Nel terremoto sono stati violati diritti umani fondamentali, come il diritto alla sicurezza e al benessere di avere una casa. Questo non lo ha fatto il sisma però, ma le istituzioni.

Una casa che crolla per il terremoto è un tipo di danno. Lasciare interi paesi in una soluzione abitativa di emergenza, per tre anni, davanti alle case crollate è un altro tipo di danno.

L’atteggiamento che le istituzioni hanno mantenuto e sostenuto in 3 anni, nelle terre del sisma – atteggiamento di deroga e proroga perenne in tema di ricostruzione e attenzione alla salute del cittadino – è un cancro invisibile, un tumore nella pancia dell’Italia. Credere che questo brutto male non si mangerà l’intero stato è da imbecilli.

VIOLAZIONE DELL’ARTICOLO 2 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA

«Articolo 2. La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale

  • VA INOLTRE SPECIFICATO COME, AI SUDDETTI ARTICOLI, VANNO AGGIUNTI I DANNI ECONOMICI E LO SPERPERO DI DENARO PUBBLICO, DI DONAZIONI PRIVATE.
  • VA SPECIFICATO CHE I FONDI EUROPEI STANZIATI PER IL TERREMOTO IN CENTRO ITALIA FANNO PARTE DELL’ECONOMIA ITALIANA, TEMA CHE RIGUARDA TUTTI I CITTADINI, NON SOLO I CITTADINI DEL CENTRO ITALIA.
  • LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI CAUSATA AD UNA PARTE DEI CITTADINI ITALIANI È PALESEMENTE – DI FONDO – LA VIOLAZIONE DEI DIRITTI UMANI DI OGNUNO DI NOI. NEL 2016 È TOCCATO AI CITTADINI DEL CENTRO ITALIA. DOMANI?

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