PER LA CREAZIONE DI UNA “DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL TERREMOTO”

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PRIMA DI DEFINIRE LUNGA QUESTA LETTERA È OPPORTUNO COMPRENDERE CHE:

  • questa proposta di una «Dichiarazione dei diritti umani nel Terremoto» agisce per rendere collettivo il tema del terremoto, creando una linea di confine rispetto a come fino ad ora è stato trattato il tema.
  • Un evento sismico genera da sempre  «due Italie» (una coinvolta e una no) perché il tema non è ancora percepito di interesse e valore nazionale. Deve diventarlo al più presto. Nessuno ha mai parlato di sisma entro questi termini.
  • Questa azione non è mai stata intrapresa. Bisogna avere determinazione, cuore, raziocignio e molta calma affinchè si possa concretizzare tutto al meglio.
  • questa Dichiarazione vuole denunciare, ma soprattutto ENUNCIARE tutte le violazioni e le omissioni INVISIBILI, danni che verranno nominati come voci dell’Economia del Male, un’economia in grado di impoverire l’intera Italia.
  • questa Dichiarazione vuole essere uno strumento protettivo della cittadinanza italiana, tutta, cittadinanza completamente scoperta nel lungo termine a causa di una totale assenza progettuale nel post-sisma.

RIVOLGENDOMI AI COMITATI CITTADINI

Gentilissimi,

Vi contatto umilmente al fine di proporre la stesura e la scrittura di una «Dichiarazione dei Diritti umani nel Terremoto», vale a dire un testo snello ma efficace, puntuale e spendibile – ora e in futuro – in grado di tutelare le persone, i cittadini, l’economia di tutta la cittadinanza italiana.

Mi propongo umilmente come moderatrice della mia proposta, a servizio di un bene comune che trascende il dato locale, ma gli può rendere giustizia.

SERVE UN GESTO CHE TRACCI UNA LINEA DI CONFINE

Serve un gesto attuato con dignità, un gesto forte e ragionato (perché la stanchezza è tanta) che sia in grado di:

  • fotografare le tremende mancanze e violazioni entro il sisma
  • evitare il perpetuarsi di queste modalità nell’attuale terremoto in Centro Italia e in futuro

Mi presento anzitutto.

Mi chiamo Giulia Scandolara, sono un’Operatore della relazione d’aiuto, Gestalt & Career Counselor, Arteterapeuta. Lavoro con le persone per il loro benessere e le oriento, nello specifico, alla realizzazione dei propri talenti.Molto spesso, affinché il proprio fare emerga, occorre cambiare punto di vista e cercare una giusta misura (a livello di comunicazione, in termini di proposte e attività). Non sono quì a promettere facili soluzioni ma rispondo piuttosto all’urgenza di voler fare qualcosa di concretamente spendibile per il tema.In questo momento sto cercando un modo per essere presente nelle terre del sisma almeno 3 giorni a settimana. Essendo il mio impegno puramente volontario non posso purtroppo che passare nelle terre del sisma circa 15 giorni al mese girando, intervistando le persone, raccogliendo informazioni. Sono alla ricerca di un modo che mi consenta di restare continuativamente nel cratere, per completare la scrittura di un ulteriore testo di inchiesta giornalistica e creare questa Dichiarazione INSIEME.

Scrivo in umiltà ma certamente mossa da un intento preciso.

  • Sono per mia natura sensibile ai temi sociali e sono rimasta profondamente ferita dalla situazione in Centro Italia, tema che a mio avviso può essere reso visibile entro azioni mirate, che si svolgano entro un altro punto di vista rispetto a quello mantenuto fino ad oggi. Mi rendo conto – e vi scrivo con non poca difficoltà – che avete lottato in ogni modo per tre anni. Ogni terremotato che sento mi ribadisce la sua stanchezza e disperazione. Mi rendo conto non sia facile ascoltare le parole di una persona che arriva dall’esterno, ma vi prego di iniziare a valutare e vedere come:
  • Questo non è solo il terremoto del Centro Italia. Allargare quindi la visione può essere di aiuto a chi è dentro il terremoto e a chi è fuori da esso.
  • Ecco perché è possibile che altri cittadini se ne interessino alla vostra situazione in nome del bene comune, situazione che invece deve diventare d’interesse della collettività.
  • Il terremoto, in un paese sismico, torna sempre. Nessuno si può più permettere di non fare tesoro delle terribili esperienze passate e attuali,
  • Nessuno dovrà, entro un futuro terremoto, rivivere l’orrore della perdita di: diritti, dignità, tutela, serenità, lavoro, casa, salute, sicurezza
  • Può ricapitare a chiunque e ovunque di restare coinvolti in un sisma. Se accadesse domani nessuno sarebbe ancora tutelato.

Vorrei proporre umilmente, senza interesse personale – se non quello di veder fatta giustizia – vorrei proporre alcune azioni mirate.

Da esterna (esterna che però si è preoccupata e si sta gradualmente preoccupando di conoscere la situazione “da dentro”) in diversi mesi ho appuntato, studiato il tema del sisma. Non basterà mai, è chiaro? Per me lo è. Da fuori si raccolgono però molti dati che possono essere spesi per tutti. Forse a tal proposito ha senso il mio stare sia fuori che dentro al sisma. Perché si attivi un anello di congiunzione tra chi è dentro il sisma e chi non sa nemmeno di cosa si stai parlando.

Vi sembra possibile? Voi vi sbracciate per denunciare ogni illecito, ogni abuso, ogni mancanza. Poi si scopre che in molte regioni non si sa niente.

Il sisma ha generato “due Italie” e così accade sempre:

  • una piccola Italia è quella profondamente coinvolta e lacerata,
  • un’altra è quella completamente ignara dei milioni di problemi di chi è coinvolto.

Ci vorranno passi guidati e graduali, se decidete di aderire alla stesura di tale Dichiarazione. Ecco i primi passi. Ogni volta si vedrà gradualmente come procedere, appoggiando i passaggi futuri. Se non è possibile incontrarci tutti inizialmente, i seguenti dettagli possono essere passati via mail. L’ideale sarebbe:

  1. prima di un incontro dal vivo, entro il 29 Febbraio ogni comitato che aderirà invierà via mail a giugi@giuliascandolara.com. Riceverà un file Word dove IN BREVE e attraverso PAROLE CHIAVE potrà nominare le problematiche nella gestione dell’emergenza e nel post-sisma in relazione a: 1)Scuole 2)Sanità 3) Socialità 4)Sperpero di denaro pubblico e fondi privati, 5)Ricostruzione.
  2. In questa fase è totalmente inutile affondare nell’estremo particolarismo/tecnicismo. Occorre piuttosto essere in grado di restituire una visione globale da parte di ogni Comitato di quanto è successo nel proprio comune. Se quanto suddetto non è chiaro, fornirò via mail un recapito per chiarimenti a voce.
  3. Per fine Aprile trovare una sede dove riunirci, circa al centro delle 4 regioni, per almeno una giornata intera e valutare insieme la completezza delle violazioni in termini di diritti umani, che avrò estrapolato dalla restituzione di ogni comitato (una domenica?). Ciascuno potrà sollevare – previo autodisciplina e facilitazione al dialogo reciproco – eventuali aggiunte.
  4. si stilerà una prima griglia che a grandi linee sarà il punto di partenza della Dichiarazione dei diritti umani nel Terremoto. Sarà decisamente probabile che occorreranno revisioni, aggiustamenti, ma quantomeno saranno per una volta accorpate tutte le violazioni in un unico atto.

OBBIETTIVI DELLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI NEL TERREMOTO

RENDERE IL TERREMOTO UN TEMA DELL’INTERA SOCIETÀ ITALIANA

Questo avviene già su altri versanti (ad esempio nella lotta contro i tumori, nella lotta contro la violenza sulle donne, nella tutela dei diritti dei minori). Perché – spostando un attimo l’attenzione da quanto si è fatto e lottato in questi tre anni – non si lavora per rendere il sisma un tema sociale italiano a tutti gli effetti?

Questo potrà avvenire chiedendo profonde campagne di sensibilizzazione al tema – in concomitanza con la scrittura della Dichiarazione – prevedendo azioni che non restino nelle terre del cratere ma andando a incontrare il resto dell’Italia.

Il terremoto non è un problema del Centro Italia bensì un tema sociale che da ora in poi merita di essere diffuso e trattato come tema nazionale.

PRIMO PASSO: CHIEDIAMO A GRAN VOCE CHE IL TERREMOTO VENGA TRATTATO NON COME UN TEMA LOCALE, RIGUARDANTE SOLO I CITTADINI COINVOLTI, BENSĺ L’INTERA POPOLAZIONE ITALIANA. Nessuno in Italia può dirsi realmente tutelato.

In buona fede ritengo questo un importante anello di una lunga catena nata anni or sono dall’impegno perpetuato dai coinvolti e dai volontari esterni. Forse è ciò che posso contribuire ad apportare con:

  • la pagina SISMA (spiega il tema in generale, facendo luce sugli aspetti collettivi del terremoto)
  • con la presentazione e divulgazione di un testo che spiega il sisma a chi non lo conosce (testo che mi sono autofinanziata, il cui costo di 10 euro ricopre le spese di stampa. “Il talento di essere umani”, vale a dire quello di portarsi oltre l’invisibilità, è il titolo. Il libro mi permette di creare presentazioni dove avvicinare e contagiare le persone al tema, nei suoi termini di interesse collettivo. Il testo raccoglie le testimonianze degli abitanti di Norcia e non solo)
  • la progettazione di una campagna snella che, tramite fondi statali, rafforzi con dei supporti cartacei un primo vademecum al sisma

BASI DELLA PROPOSTA PER LA STESURA DELLAA CARTA

In questi giorni sono alle prese con la stesura di una griglia. Questa griglia sarà un orientamento a quello che potrà essere riempito con le testimonianze dei Comitati. Mi propongo di scrivere un testo snello, semplice ma puntuale che raccolga il più possibile tutte le invisibilità che si sono perpetuate entro questo terremoto. Se anche non riuscissimo a elencare tutte le violazioni al 100% avremo comunque messo in piedi un atto e una scrittura inediti che non possono essere ignorati, nè per il presente, nè per il futuro.

Ecco la griglia che andrò a costituire nei prossimi giorni:

  1. Premessa al testo citando gli articoli violati (Art. 2 della Costituzione, Dichiarazione Universale dei Diritti umani – 5 articoli. Si aggiungono il diritto all’Istruzione e alla Salute, si aggiunge un’apertura morale citando la disobbedienza civile di Gandhi. Condividerò il testo, di modo che questo punto sia chiaro)
  2. Elenco definito in modo snello – inizialmente con poche parole – delle  violazioni che si sono vissute in concomitanza al terremoto. Dunque entro una prima pagina generale verrà creato e dato un nome all’invisibilità delle violazioni perpetuate dividendo l’elenco per ambiti: ambito sanitario, ambito economico, ambito strutturale, ambito scolastico (ad esempio: violazione della dignità umana, violazione del diritto alla salute, violazione del diritto all’educazione, violazione del diritto ad avere una casa, violazione del diritto alla memoria – si veda lo stato attuale dei cimiteri … )
  3. Sarà evitato il particolarismo per appellarsi alla profonda volontà di creare un testo nazionale (anche se archivierò come apparati secondari i testi di ogni Comitato come approfondimento e saranno considerati un allegato aggiuntivo alla Dichiarazione dei Diritti umani nel Terremoto)
  4. Parte finale: valutare una riflessione non violenta delle omissioni da parte delle istituzioni, stampa nazionale inclusa, la quale – è vero, l’informazione ha un ciclo di durata – non ha informato e non ha sollevato il valore collettivo del tema come catastrofe nazionale. Richiedere maggior etica e presenza alla stampa nazionale.
  5. (passaggio da effettuare insieme ai comitati in un secondo momento)Richiedere e indicare – entro una formulazione suggerita e non imposta – ciò che ora è assente (ad esempio un commissario «super partes» che controlli le donazioni private, le inserisca in una rete di attività davvero a misura del territorio, ad esempio attraverso un’altra cosa che andrebbe richiesta: un equipe territoriale in grado di guidare gli aiuti statali e le donazioni private. Obbiettivo: aiutare le persone “a misura”, dando loro servizi che realmente servono. Questo per non trovarsi di nuovo paesaggi deturpati, inutili cattedrali nel deserto, casette donate da sconosciuti e che non sono inserite in una visione più ampia, di rete.
  6. Denunciare l’attuale assenza di un piano di prevenzione sismica su TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, denunciare l’attuale assenza di un piano attuativo e strategico, nel post sisma, denunciare in modo snello la totale inutilità della Carta di Pericolosità sismica, spiegandone IN BREVE il perchè, denunciare tutto quando appena detto annettendolo ad una crisi economico-strutturale dell’intera Italia.

Ognuno di questi passaggi può avvenire solo se in primis li si abbozza e solo in un secondo momento li si approfondisce, nella calma, rendendoli puntuali.

COME SPENDERE LA CARTA, ENTRO QUALI AZIONI E PASSI

  • Dopo la sua stesura, presentarla alla popolazione al fine di ottenere una raccolta firme. Sarà più facile attuare questo dettaglio se, fin dai primi passi della stesura della carta si coinvolgerà la popolazione con articoli in merito, aggiornamenti, condivisioni, spiegando il senso (inteso come direzione) della Dichiarazione
  • Il testo verrà firmato da tutti i Comitati
  • Sarà poi presentato alla Corte dei Conti, alla Procura della Repubblica con l’esplicita richiesta di:
  • fare chiarezza sui punti delineati
  • trasformare il tema in un interesse sociale, della collettività, dunque stanziare una macchina virtuosa che sensibilizzi al tema con campagne in tutte le piazze italiane, in tutti gli edifici pubblici italiani, esattamente come si fa già nelle scuole per: bullismo, violenza sulle donne e malattie.
  • valutare di estendere la Dichiarazione al panorama europeo.

TUTTO QUESTO PUO’ RIUSCIRE AD ESSERE UN GESTO TRASFORMATIVO SE SI RISPETTA LA GRADUALITA’ DI ALCUNI PASSI E IL FONDAMENTO DI ALCUNE CONSIDERAZIONI.

  1. La Dichiarazione rende il terremoto un tema collettivo ed è entro questo punto di vista che occorre imparare a muoversi, sia nella stesura che nel suo supporto (non ha cioè senso che tutto ciò lo faccia un solo Comitato. Là dove in un paese del cratere non è presente un comitato sarebbe forse opportuno valutare di costituirlo a questo scopo)
  2. Per riuscire a lavorare tutti insieme occorre visualizzare un obbiettivo comune, sopra le parti, allo stesso tempo di interesse collettivo. Si sta agendo nell’interesse nazionale, non solo locale.
  3. Si deve tener dunque conto che si sta agendo per creare una nuova pagina della storia. Questa pagina ha un valore inestimabile e ricopre il bene di tutti.

IN PILLOLE:

  • COLLETTIVITA’: mettere a servizio l’esperienza del proprio comune, la quale verrà poi tradotta in violazioni dei diritti umani
  • AGIRE MOSSI DA RISPETTO, TUTELA DELLA DIGNITA’ UMANA, AGIRE SENZA RABBIA O VIOLENZA MA IN CERCA DI GIUSTEZZA
  • REPENTINI INCONTRI PER AGGIUSTARE LO SCRITTO IN CORSO D’OPERA, COMPLETARLO OVE SERVE, INTEGRARE CIO’ CHE EVENTULAMENTE MANCA, PREVIA LA SUA LETTURA DI FRONTE AI RAPPRESENTANTI DI TUTTI I COMITATI COINVOLTI
  • SUCCESSIVA FIRMA DELLA DICHIARAZIONE DA PARTE DI TUTTI I COMITATI
  • RICHIESTA DI ADESIONE DA PARTE DEI CITTADINI, anche oltre il cratere se possibile, valutando una petizione on-line
  • INVIO DELLA DICHIARAZIONE, INSIEME AD UNA FORMALE RICHIESTA DI CHIARIMENTO E PRESA IN CARICO A: CORTE DEI CONTI E PROCURA DELLA REPUBBLICA

COME INIZIARE

1) Qualsiasi comitato interessato scriva a giugi@giuliascandolara.com per ricevere la griglia in Word da compilare

2)Il primo passo sarà la ricezione di un riassunto di tutte le suddette problematiche in emergenza e nel lungo periodo, effettuata in modo snello

2) trovare una sede dove riunirsi verso fine Aprile al centro delle 4 regioni.

3)Possiamo incontrarci in una sede pubblica, in un ristorante, in una palestra. Sarà opportuno non cercare i dettagli perfetti ma iniziare a generare questa Dichiarazione.

4) Ci saranno molte domande e difficoltà di stesura a cui risponderemo in corso d’opera. E’ impossibile pensare da ora di poter prevedere tutto, se non la traiettoria. Quella deve essere chiara, sempre appoggiata da tutti (rendere il tema nazionale, enunciare violazioni e omissioni, dare soluzioni consigliate, chiedere la tutela dei diritti umani per ora e per il futuro, entro il terremoto, chiedere venga indetta una giornata dedicata al terremoto, così che si inizi a creare una sensibilizzazione al tema su larga scala).

5) Per realizzare tutto questo serve PAZIENZA, CALMA (non per tre anni ma sicuramente per qualche mese), CAPACITA’ DI COMPRENDERE LA GRADUALITA’ DEL LAVORO (molte cose andranno riviste in corso d’opera), AUTODISCIPLINA per generare dialogo civile fra molte parti, reciproca comprensione (staremo tutti provando a fare qualcosa di nuovo).

6) Fiducia. Piuttosto sollevare criticità – in corso d’opera – al fine di rafforzare la validità della Dichiarazione, ma aderire credendo nella possibilità. Diversamente non partecipare.

Umilmente e in fede (fiducia).

Giulia Scandolara

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