QUANTE DOMANDE SU QUESTI TERREMOTI

« Il termine è al 30 di Novembre, ma si sta già parlando di rimandare la scadenza a Dicembre» mi dice G. al telefono e ne dibattiamo per un po’. Tutte le domande per la ricostruzione leggera perverranno entro questa data? E se no, perchè? «Impossibile averle per Novembre, se pensi che dopo tutto ‘sto tempo i cittadini ne hanno presentate solo 9000 su 30000» dice G.. Non possiamo che concludere la telefonata rimanendo in sospeso. Intanto è sera.

Gratteri parla, in televisione. La trasmissione è Otto e mezzo. Ho acceso da poco, appena in tempo per vederne l’inizio. Dice dei clan, Gratteri. Pare che siano nervosi e deve stare attento più del solito. É partito il maxi-processo anti ‘ndrangheta Rinascita-Scott. Dice anche qualcosa su Willy Monteiro, il giovane brutalmente ucciso a Colleferro (RM). Si stranisce, Gratteri quando la Gruber parla di “mentalità fascista” riferendosi agli assassini del ragazzo. Hanno agito con un atteggiamento mafioso: controllo del territorio, altro che fascismo, spiega Gratteri. Chiunque fosse stato lì sarebbe stato ucciso.

Castelluccio

Ancora, durante la trasmissione si parla dei fondi in arrivo dall’Ue per l’Italia: «La politica deve mettere le regole per distribuire queste risorse (…)» spiega il magistrato. Per lui la prossima emergenza sarà l’ambiente. Perchè, forse non lo è già? Si pensi alla business mafioso dei pascoli, in Abruzzo, agli incendi boschivi che quest’estate hanno sfiorato L’Aquila; a quelli del Morrone, nel 2017. Non si parla, quì, di semplici piromani.

Boschi, aree interne e futuro

In uno scenario già compromesso da vari terremoti (abbandono, burocrazia) cosa accade, quindi, oggi per il cratere del Centro Italia, in relazione all’ambiente, ma anche alle mafie? «Nessuno te lo dirà mai, che il terremoto è una mafia» racconta un terremotato delle Marche. Ma di cosa parliamo? Di appalti? Ambiente? Controllo del territorio e dei suoi cittadini?

Ad ogni modo e, forse nonostante i cittadini restino con molte domande e poche risposte (quanto costa la ricostruzione? Riavranno la propria casa?), le aree interne sono più che mai in fermento, nel tentativo di ripartire, forse proprio da quell’ambiente che, di anno in anno, non ha solo tradito i propri cittadini, ma li ha anche uniti. Anzi, è proprio sulle comunanze agrarie che si fonda l’Appennino. Se ne parla, di questo entro due giornate dedicate interamente ai domini collettivi, alla proloco di Campi di Norcia (18-19 Settembre).

Fra i partecipanti (rappresentanti delle comunanze, professori universitari) vi è anche Antonio Brunori, che prende parte alla tavola rotonda della prima giornata. È Docente Forestale e Segretario generale del PEFC Italia. Con lui, in particolar modo si affronta la questione dei boschi e del legname proveniente da foreste sostenibili. Si paragonano la Provincia Autonoma di Trento con l’Umbria. Hanno gli stessi ettari. Per Trento il legname è una fonte di guadagno stabile (4% della sua economia). Tant’è che la Camera di Commercio della Provincia Autonoma dedica ampio spazio alla promozione del legno Trentino. Per l’Umbria invece non va allo stesso modo. Il legno è una voce quasi inesistente per l’economia regionale (corrisponde allo 0,004% dell’economia regionale). Al massimo potrà essere un potenziale da mettere in circolo, proprio grazie al Recovery Found. Tutto un lavoro ancora da impostare e valutare davvero.

Ambiente e ricostruzioni

Ma l’Appennino è resiliente, va avanti nonostante gli errori di tutti i governi, le sviste, gli investimenti sbagliati o le decisioni rimandate da anni, non solo economicamente ma anche in termini di legge. Si pensi al sognato testo unico per i terremoti. Oggi poi, forse ci si prepara ad avere finalmente quel punto d’appoggio attraverso la Carta della Ricostruzione. Dovrebbe essere un decalogo delle “invarianti” caratterizzanti il processo ricostruttivo, che possano essere recepite dal Testo Unico, in fase di elaborazione grazie al Dipartimento Casa Italia. Se ne parla a RemTech Expo, il 21 Settembre.

Della Carta della Ricostruzione se n’è discusso, così, attraverso un convegno on-line che ha visto riuniti tutti i commissari delle ricostruzioni, quelle avvenute e quelle ancora in corso. Non è mancato Fabrizio Curcio, capo di Casa Italia. In un webinar a dir poco unico si è vista riunita tutta l’Italia dei terremoti. Si è parlato di lotta a una legislazione che ormai è impazzita (Commissario Scalia), ma si è discusso anche di normativa antimafia e anti-corruzione. Serve un nuovo protocollo d’intesa con la DIA (Commissario Schilardi) perchè la normativa attuale può andar bene ma non ovunque. Rischia insomma di non far ricostruire. Non è mancata nemmeno una “riflessione” sulla stampa, proprio fra lo stesso Schilardi, il Commissario Legnini e Curcio:

Schilardi: (…) poi un altro problema è quello della stampa. Ovviamente un Commissario deve poter lavorare con una certa serenità senza essere perseguitato ogni mese o ogni due, tre mesi da giornalisti che arrivano sul posto, vedono pietre e non s’interrogano nemmeno sul perchè e per come quelle pietre stanno lì

Legnini: Certo, questo è irrisolvibile, questo problema è irrisolvibileirrisolvibile! (Schilardi ride)

Schilardi: però è anche strumentale, perchè è molto triste che non si debba lavorare con personaggi che vengono chiamati a svolgere una funzione pubblica con passione, con sentimento e anche con rinunce personali. Perchè se capisco che certi comportamenti possono sussistere quando le parti sono parti politiche, per il gioco, ovviamente, per la dialettica delle idee, non vedo perchè debba sussistere anche nei confronti di tecnici e le proprie idee se le tengano nel cassetto (…)

Curcio: Carlo se mi permetti, sono uomo di battuta e auspico un training a tutti come capi della protezione civile, in modo tale che ben si comprenda il rapporto con la stampa, rispetto anche alle attività di emergenza. Però insomma, hai ragione. Condivido le idee. È irrisolvibile (ride).

Restano insomma molte domande aperte su molti terremoti.

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Il terremoto è un tema nazionale, non un problema locale. Nel post-sisma del 2016 vive e prolifera quella che ho chiamato “Economia del male”. Se vuoi sapere di cosa si tratta pre-ordina la tua copia di “HO PRESTO IL TERREMOTO”.

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